
Menisco rotto: meglio suturarlo o rimuoverlo?
L’intervento al menisco esterno di Manuel Locatelli, capitano della Juventus F.C., ha riportato recentemente l’attenzione su una struttura fondamentale del ginocchio e su una domanda che riguarda molti pazienti, non soltanto gli sportivi: quando un menisco è lesionato, è meglio suturarlo oppure rimuovere la parte danneggiata?
La risposta non è uguale per tutti. La sutura meniscale rappresenta oggi una possibilità importante per cercare di conservare il menisco, ma non tutte le lesioni possono essere suturate e non tutte hanno le stesse possibilità di guarigione.
Suturare il menisco per conservarlo
Quando le caratteristiche della lesione lo consentono, è possibile ricorrere alla sutura meniscale, cioè alla “cucitura” della lesione con l’obiettivo di favorirne la cicatrizzazione e mantenere il più possibile integra la struttura del menisco.
Dal punto di vista chirurgico, il principio è semplice: quando è possibile conservare il menisco, è preferibile farlo.
Il menisco svolge infatti un ruolo importante all’interno del ginocchio e preservarne l’integrità significa cercare di mantenere il più possibile la normale struttura e funzione dell’articolazione.
Questo, però, non significa che ogni menisco lesionato debba essere suturato.
Non tutte le lesioni meniscali sono uguali
Uno degli aspetti più importanti da considerare è proprio la natura della lesione.
La maggior parte delle lesioni meniscali è di natura degenerativa oppure rappresenta la conseguenza di un trauma precedente. In questi casi le caratteristiche del tessuto e della lesione possono non essere favorevoli alla sutura.
Anche quando ci troviamo di fronte a una lesione periferica, quindi teoricamente più adatta a essere suturata, la guarigione non è garantita.
La possibilità di ottenere una buona tenuta della sutura dipende da diversi fattori e, nelle casistiche a cui faccio riferimento, può essere inferiore al 50%.
Per questo la decisione non può basarsi soltanto sulla presenza di una lesione alla risonanza magnetica, ma deve tenere conto delle caratteristiche specifiche del menisco e del paziente.
La sutura richiede anche tempo
C’è poi un altro elemento che spesso viene sottovalutato: conservare il menisco attraverso una sutura richiede un percorso di recupero più lungo.
Dopo una sutura meniscale è generalmente necessario un periodo prolungato di protezione dell’articolazione e di limitazione del carico, considerando circa un mese di deambulazione con le stampelle, seguito da altri due o tre mesi di carico e attività lavorativa parziali.
Questo aspetto può avere un peso molto diverso a seconda della persona.
Per un ragazzo, soprattutto se sportivo, la possibilità di conservare il proprio menisco può rappresentare un obiettivo particolarmente importante, anche considerando le prospettive a lungo termine del ginocchio.
Per una persona che svolge invece un’attività lavorativa che non può essere interrotta facilmente, i tempi di recupero e i sacrifici richiesti dalla sutura devono essere valutati con grande attenzione.
Conservare il menisco, ma senza forzare le indicazioni
Personalmente ho proposto un sistema di sutura meniscale già più di vent’anni fa e ne sono stato un entusiasta sostenitore.
Con l’esperienza, però, ho imparato che la scelta chirurgica deve sempre tenere insieme diversi fattori.
Da una parte c’è il vantaggio di conservare una struttura importante del ginocchio. Dall’altra bisogna considerare i tempi e i sacrifici necessari per il recupero, oltre alla possibilità che una struttura già danneggiata non riesca a guarire adeguatamente.
Per questo oggi ritengo che il fattore tempo e l’impegno richiesto al paziente debbano essere bilanciati con le concrete possibilità di successo della sutura.
L’obiettivo non è quindi suturare il menisco a tutti i costi, ma preservarlo quando esistono le condizioni per farlo.
La scelta deve essere personalizzata
Quando possibile, il menisco va conservato e la sutura rappresenta una delle possibilità più importanti per raggiungere questo obiettivo.
Ma una buona indicazione chirurgica non consiste nell’applicare sempre la stessa soluzione.
Bisogna valutare il tipo di lesione, le condizioni del menisco, l’età e le esigenze del paziente, l’attività sportiva o lavorativa e il percorso di recupero necessario.
Suturare quando è possibile, senza forzare le indicazioni: è questo il principio che deve guidare la scelta.
