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Dopo una frattura si può fare una protesi di ginocchio?

Pubblicato il: 29 Aprile 2026

Quando ci si frattura un’anca spesso la risposta del chirurgo ortopedico è la sostituzione dell’osso fratturato con una artroprotesi che consente una rapida ripresa del movimento.

E nel ginocchio?

Questa soluzione è decisamente meno praticata, si preferisce spesso far guarire la frattura con una soluzione conservativa con un gesso o con un intervento di osteosintesi con placche e viti.

Il motivo è nella diversità delle protesi: la protesi d’anca è quasi sempre costituita da due elementi di titanio e plastica che sostituiscono l’intero comparto osseo dell’articolazione.

Nel ginocchio invece la maggior parte delle protesi sono protesi di rivestimento dell’articolazione che vanno a sostituire solo le superfici di scorrimento, mentre le fratture spesso coinvolgono anche la tibia più profonda, o il femore.

Esiste comunque una tendenza in aumento, soprattutto nel mondo anglosassone, ad un trattamento con protesi.

Una volta guarita invece la frattura e formatosi il callo osseo, avendo una base solida su cui costruire, moltissime fratture, che hanno provocato una artrosi, cioè una deformità dell’osso e dell’articolazione che dà dolore, vengono curate con ottimi risultati con protesi di ginocchio.

Il suggerimento è quindi questo: quando, dopo la guarigione di una frattura di femore o tibia che coinvolge il ginocchio, l’articolazione non recupera una buona qualità funzionale, è opportuno valutare con il proprio ortopedico l’opzione di una sostituzione protesica.

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