Ricostruzione legamento crociato Roma

Ricostruzione del legamento crociato, video di alcune fasi dell’operazione

Pubblicato il: 18 Settembre 2024

La ricostruzione del legamento crociato anteriore prevede chiaramente alcune fasi tipiche di questo tipo di operazione che sono cruciali per la buona riuscita dell’intervento, in questo articolo in particolare sono descritte, anche con il contributo di video, quelle che riguardano la preparazione del “nuovo” legamento fino al test sulla sua “tenuta”.

Parliamo di ricostruzione del LCA effettuata con la tecnica del semitendinoso quadruplicato (clicca qui per saperne di più), a cui abbiamo lavorato con grandi risultati, e che da alcuni anni ci dà ampie garanzie di riuscita.

In questo primo video andiamo a vedere come viene preparato il tendine che va a sostituire il legamento crociato lesionato, si tratta del tendine del semitendinoso che andiamo a ripiegare più volte su sè stesso fino a ottenere 4 bande, da cui appunto il termine quadruplicato.

 

Nel video seguente viene mostrato come il “nuovo” legamento crociato anteriore viene ancorato al femore mediante un bottone di fissazione che entra in un foro orientandosi a 90 gradi, diventando più largo del foro stesso e divenendo quindi inamovibile.

Tale sistema si chiama Endobutton ed è stato inventato dall’americano Rosenberg circa 30 anni fa, ed è il metodo più usato e robusto del mondo.

 

Dopo che il nuovo legamento viene stabilizzato, ne testiamo la tenuta con quello che potremmo definire il “test del peso“, ossia una prova di resistenza basata sul sollecitare il legamento appena ricostruito con una manovra “fisica” piuttosto probante, che descriviamo nel video seguente, e che ci restituisce sempre un riscontro molto affidabile.

 

La ricostruzione del legamento crociato con il semitendinoso quadruplicato rappresenta una via consolidata per risolvere una lesione del legamento, chiaramente poi sarà determinante la successiva fase di riabilitazione per riportare il paziente alle sue abitudini ed attività precedenti, e in quella fase sarà anche il paziente stesso a svolgere un ruolo attivo verso il pieno recupero.

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