Il recente caso di Paul Pogba, il giocatore di calcio con una lesione meniscale, è balzato alle attenzioni dei media per una questione legata agli aspetti chirurgici del suo infortunio.

Il giocatore e lo staff sono in dubbio tra sutura (cucitura) e conseguente salvataggio del menisco, oppure meniscectomia, cioè l’intervento di rimozione del menisco rotto, e chiaramente la scelta verso l’una o l’altra strada pone vari interrogativi, anche in funzione dei diversi tempi di recupero che hanno le 2 opzioni.

La differenza:

  • sutura: si cerca, se la lesione del ginocchio è periferica, in zona vascolarizzata, di ricucire il menisco. Questo consente una cicatrizzazione con guarigione del bordo meniscale che si riposiziona quasi come era prima del trauma. I tempi di attecchimento sono intorno ai tre mesi. I risultati non certi, nella mia esperienza oltre il 50 % delle suture meniscali cede e il menisco deve essere comunque rimosso.
  • Meniscectomia: togliere il menisco rende la superficie del femore, una circonferenza, meno congruente a quella della tibia con aumento della pressione sulle cartilagini. Tutti gli studi più recenti dimostrano però che una meniscectomia parziale artroscopica non dà una particolare artrosi.

Nel caso di questo calciatore la differenza verrà fatta però solo al momento della artroscopia dal momento che la risonanza non ci dice tutto sullo stato dei menischi, soprattutto quello esterno.

E’ ovvio che la ripresa sportiva di un atleta di livello sarà più rapida con la meniscectomia, il futuro si vedrà….