E’ di questi giorni la notizia di una frattura del piatto tibiale laterale della sciatrice Sofia Goggia durante una caduta, avvenuta non in gara, a conferma della grande sfortuna che accompagna la carriera di questa eccezionale atleta, già soggetta a molteplici infortuni piuttosto seri come la rottura del legamento del ginocchio, 3 volte, e già un’altra volta il piatto tibiale nel 2012.

Ma come si frattura un piatto tibiale?

Essenzialmente per compressione da parte dell’osso sovrastante, il femore, decisamente più robusto.

Si verifica quasi sempre durante un movimento di compressione e spinta laterale: i legamenti “tengono” e la forza schiaccia la tibia che si rompe.

Si chiama legge dello schiaccianoci, con i legamenti che fanno appunto da perno e guida al condilo femorale mediale che atterra sulla superficie semi-piatta della tibia.

A questo punto l’osso spongioso sottostante, fatto appunto da trabecole che per la loro organizzazione assomigliano ad una spugna, cede, quasi sempre con una linea di frattura verticale.

L’immagine radiografica può essere di 2 tipi: o una compressione dell’osso, o un distacco, un po’ come un balcone che si stacchi dal palazzo.

Le fratture scomposte, cioè con i frammenti distaccati, devono essere ricostruite e sintetizzate con viti e placche. Le fratture composte possono essere trattate con un apparecchio gessato o tutore.

Tempi di guarigione: dai 2 ai 3 mesi, il tempo necessario per il callo osseo.

Tempi di ripresa sportiva: nelle persone normali non meno di 4/6 mesi, e nelle atlete di coppa del mondo?….Le auguriamo tutti di bruciare i tempi come spesso ci ha abituato!